
Sono un po’ in arretrato con le letture di fumetti. Una pila dall’aspetto sinistro mi attende sul comodino, ma guai a lagnarsene. Del resto acquisto regolarmente cinque collane di supereroi Marvel, qualche volume brossurato da fumetteria e sporadicamente qualche Bonelli, per non perdere il vizio.
Che volete farci, faccio visita regolarmente al mio spacciatore di comics di quartiere – dovrebbe farmi azionista di maggioranza del negozio!
Questa settimana mi sono deliziato con la lettura di Spider-Man 513, luglio 2009. Se l’avete perduto, male, recuperatelo. Sottoscrivo quanto dice Max Brighel nelle note: “A chi vi dice che i fumetti non sono pura pop art mostrate le tavole doppie di Chris Bachalo”.
Di recente alla Marvel hanno azzerato le vicende dell’arrampicamuri. Con lo zampino di Mefisto il matrimonio tra Mary Jane e Peter è stato per il momento rimosso dalla continuity, così come tutti sembrano aver dimenticato che Spidey si è smascherato pubblicamente in Civil War.
Il Brand New Day è un periodo molto felice da un punto di vista creativo per la cronologia del ragno. Dopo un iniziale tentennamento – sono un fan di vecchia data, seguo le storie dalla fine degli anni ‘70 – ho approvato il colpo di spugna. Il personaggio era divenuto troppo dark, e aveva preso una piega monocorde, senza via d’uscita. Il restyling gli ha giovato, c’è una freschezza nelle nuove storie che non ritrovavo da tempo, sembra di essere tornati all’epica gestione di Lee-Ditko o Lee-Romita Sr. Merito anche di scrittori come Joe Kelly, entrato di diritto nel novero degli aracno-esperti. Con Legami di famiglia ci ha regalato una storia che ricorderemo a lungo. Trama semplice, ottima caratterizzazione dei comprimari; i dialoghi sono scoppiettanti e credo abbia fatto impazzire i traduttori coi suoi mille riferimenti alla cultura pop. Last but not least ha riportato in auge Testa di Martello, scrivendone le origini e facendone una sorta di Terminator vestito da Al Capone. Allora, alzi la mano chi ricorda i “Bamboli del campo incantato” o “Cabbage Patch”, linea di bambole che andava di moda negli anni ‘70-’80. C’è poi il riferimento a Scared Straigth, serie di documentari per dissuadere i giovani criminali, trasmesse in U.S.A. anche da Mtv. La frase del film citata io credo sia tratta da Donnie Brasco, ma dovrei controllare.
Insomma, ho passato una buona mezzora.
Dal gruppo
I commenti per quest'opera sono chiusi